La manna: l’oro bianco racchiuso nel frassino

Un’eccellenza 100% made in Sicily conosciuta come “oro bianco” per la sua preziosità è la manna di frassino; forse adesso molti lettori penseranno al nutrimento del popolo d’Israele nel deserto, purtroppo devo frenare subito le fantasie perché non c’è nessun dato certo per cui si possa ricollegare la manna sicula alla sostanza che Dio faceva scendere dal cielo per sfamare il suo popolo. Tuttavia  vi è un episodio del tutto singolare accaduto in Sicilia descrivibile perfettamente con l’espressione “è caduta la manna dal cielo”:

il 25 Settembre 1792 proprio in Sicilia , come racconta un professore di chimica dell’epoca, Gaetano Maria La Pira, accadde  un “fenomeno meraviglioso in cui ad aver piovuto per lo spazio di un’ora e mezza fu una sostanza zuccherina simile per sapore e per effetto alla manna”.

L’evento rimasto ancora ad oggi inspiegabile è riportato anche da Giulio Gelardi nel suo libro “Vivere di manna. All’ombra dell’albero della vita”.

La Manna estratta dal frassino

La coltivazione del frassino da manna in Sicilia risale presumibilmente alla dominazione islamica (IX-XI secolo d.C.). Essendo stata riconosciuta come Presidio Slow Food, la raccolta della manna è sottoposta a un disciplinare di raccolta che garantisce qualità e provenienza.

Ma entriamo adesso nello specifico della produzione della manna un’attività che resta avvolta da un alone di mistero e segreto; infatti l’arte di produzione della manna è una delle poche affidate ancora oggi alla tradizione orale proprio come nell’antichità gli aedi facevano con le cosmogonie.

La frassinocultura  viene trasmessa infatti da padre in figlio, o dal frassinicoltore anziano a quello più giovane. Spesso si tratta persino di tecniche che variano da un frassinicoltore all’altro. Ognuno possiede la propria “ricetta”, i propri segreti per produrre manna, sviluppati con anni di esperienza. L’arte di incidere il frassino è come un rituale che non si riesce a spiegare ma deve essere osservato e ripetuto. Praticare correttamente le incisioni è necessario: se vengono praticate troppo presto, la manna risulta troppo liquida, non si solidifica e c’è persino il rischio che l’albero si prosciughi. Se – al contrario – vengono praticate troppo tardi, è troppo vischiosa e si ammarra, ossia forma una specie di “tappo” all’altezza del taglio, bloccando l’uscita.

Aree di produzione della manna siciliana

La produzione della manna è confinata alle aree di Pollina, Castelbuono e Cefalù e solitamente la prima incisione (Sbintata/pizzicata)  ricade nella seconda-terza decade di luglio, il periodo ideale per praticare la scalzatura (o squasatura) che consiste nell’asportare la terra attorno al tronco fino a mettere a nudo la parte superiore delle radici più grosse; così facendo si agevola la pianta ad entrare in una condizione di stress idrico indispensabile ai fini della produzione. Quando il terreno attorno alla pianta diviene asciutto al punto di staccarsi dalle radici e le foglie mutano dal verde intenso ad un verde tendente al giallo la pianta è pronta per essere incisa e l’Ntaccaluori può fari a nsigna 

Fondamentale è che non piova durante le varie fasi di raccolta,dall’“intacco” all’asciugatura. I temporali estivi sono infatti acerrimi nemici di tutti i frassinicoltori. Che la manna sia adeguatamente asciutta è un elemento fondamentale per la sua qualità e tenuta nel tempo.

Metodo di estrazione

L’incisione avviene trasversalmente alla base del tronco a partire da 5–10 cm dal suolo. Le incisioni (ntacche) vengono effettuate ogni mattina a distanza di circa 2-3 centimetri dal solco precedente. La prima incisione incomincia nella seconda metà di luglio e si termina alla fine di settembre, se le condizioni meteorologiche lo permettono.

A prima cuoita (la prima raccolta): avviene dopo circa una settimana dal primo intacco, ed è piuttosto scarsa, ma fornisce un’indicazione su come andrà il resto della stagione.

La manna si può classificare come:

  • Manna rottame: è costituita dalla linfa che scorre lungo la corteccia; si stacca con la rasula e si raccoglie nella scatola;
  • Manna in sorte: è formata dalla linfa che si accumula nei cladodi di ficodindia appositamente predisposti alla base del tronco.

La manna “cannolo” (un cilindro di dimensioni variabili) e la “rottame” sono destinate al consumo alimentare mentre la manna “in sorte ” viene destinata alla cosmetica.

La manna più pregiata

La manna più pregiata è la manna “cannolo” e per produrne di più recentemente Giulio Gelardi, frassinicoltore di Pollina ha ideato la tecnica di raccolta del filo che consiste nell’inserire una lamina in metallo ,sotto l’incisione, a cui viene annodato un filo collegato a un pesetto. La manna che fuoriesce viene in questo modo “guidata” lungo il filo, ottenendo due vantaggi principali: il cannolo che si forma è molto più lungo di quello senza filo, e si tratta di una qualità ancora più pura, dal momento che non tocca mai la corteccia dell’albero. Inoltre i cannoli ottenuti si possono così raccogliere ogni due giorni anziché settimanalmente.

La manna già  dall’antichità era tenuta in grande considerazione dai  medici arabi e dai terapeuti greci e romani per le sue proprietà benefiche. Quali sono le proprietà della Manna?

La manna pura contiene: 

  • la mannite, che ha un’azione lassativa;
  • acqua e oligoelementi;
  • acidi organici utili contro l’acidità del sangue;
  • glucosio e fruttosio dall’azione nutriente;
  • mucillagini, utili per la flora batterica intestinale;
  • resine e composti azotati, per la salute e la bellezza della pelle. 

Tutte queste proprietà della manna la rendono  facilmente assimilabile dall’organismo e quindi di pronto utilizzo.

A cosa serve la manna del frassino

Il sapore molto gradevole la rende particolarmente appetitosa. Usata come dolcificante è vantaggiosa al diabetico, all’obeso ed al sano. In quantità superiori si trasforma in un lassativo privo di controindicazioni, motivo per cui è indicata per la primissima infanzia, somministrata in genere con del latte.
Inoltre ha un effetto benefico sull’apparato respiratorio essa è infatti utile come espettorante ed è ottima contro bronchiti e faringiti. Può perfino essere utilizzata come collirio nelle congestioni oculari.

In particolare, la mannite, le mucillagini e gli acidi organici contenuti nella manna sono utili per regolare il peso corporeo in quanto contribuiscono all’eliminazione di scorie e grasso in eccesso. La manna, essendo ricca di antiossidanti, aiuta l’organismo a depurarsi.  

Utilizzo cosmetico

La Manna è conosciuta anche per il suo uso nella cosmesi naturale, poiché è emolliente e antirughe. Può essere utilizzata per la preparazione di creme emollienti e nutritive homemade.

Ecco come usare la manna per depurare l’organismo:

  • 10-15 g di manna pura per favorire la digestione e regolare l’attività dell’intestino. Va assunta per più giorni, dopo i pasti.
  • 15-20 g di manna sciolta nel tè o nel latte come lassativo. Va assunta la mattina.
  • 30 g al giorno per un’azione purgativa
  • 10-15 g di manna pura per favorire la digestione e regolare l’attività dell’intestino. Va assunta per più giorni, dopo i pasti.
  • 15-20 g di manna sciolta nel tè o nel latte come lassativo. Va assunta la mattina.
  • 30 g al giorno per un’azione purgativa

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