Santa Lucia: l’incontro tra tradizione religiosa e culinaria

Il 13 Dicembre in Italia e soprattutto in Sicilia è giorno di festa per Santa Lucia: sono molte le fiere e le processioni organizzate per l’occasione .

Santa Lucia nasce a Siracusa nel 283 D.C  in una famiglia nobile, rimasta orfana di padre a soli cinque anni venne presto promessa in sposa ad un ragazzo di nobili origini. Sin da ragazzina però Lucia si avvicinò alla religione cristiana e nel segreto della sua camera fece voto di verginità a Gesù ed espresse il desiderio di consacrare la Sua vita a Lui.

A soli 18 anni si offrì per accompagnare la madre, afflitta da emorragie, in pellegrinaggio presso la tomba di Sant’Agata e fu proprio in quell’occasione che Lucia ebbe in visione Sant’Agata che le confermava la propria vocazione dicendole: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”. La madre della giovane Lucia venne guarita e allora Lucia trovò il coraggio per annunciarle l’intenzione di vivere come vergine consacrata al Signore e di regalare tutti i suoi beni ai poveri. La giovane iniziò così a dedicarsi ai poveri, ai bisognosi e alle vedove e condusse una vita al servizio della comunità per ben tre anni, finché il nobile al quale era stata promessa in sposa non decise di denunciarla come cristiana (erano in vigore, infatti, le leggi di Diocleziano volte a perseguitare i cristiani).

La giovane venne dunque processata dal prefetto Pascasio: le fu imposto di fare sacrifici agli dèi pagani e venne minacciata di essere condotta in un postribolo, ma ella non arretrò nella fede e proclamava con ispirazione divina i passi delle sacre Scritture. Pascasio dunque ordinò che la giovane fosse costretta con la forza, ma, come narra la tradizione, divenne miracolosamente pesante, tanto che né decine di uomini né la forza di buoi riuscirono a smuoverla. Accusata di stregoneria, Lucia allora fu cosparsa di olio, posta su legna e torturata col fuoco, ma le fiamme non la toccarono. Fu infine messa in ginocchio e secondo le fonti latine le fu infisso un pugnale in gola (jugulatio), nell’anno 304, all’età di 21 anni. Morì solo dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano e la pace per la Chiesa.

Privo di ogni fondamento è l’episodio in cui Lucia si sarebbe strappata – o le avrebbero cavato – gli occhi. L’emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, più semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo dell’etimologia del suo nome dal latino Lux, luce.

A lei è attribuita la fine  miracolosa della carestia dell’anno 1646 in Sicilia: domenica 13 dicembre 1646, una quaglia fu vista volteggiare dentro il Duomo di Siracusa durante la Messa. Quando la quaglia si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l’arrivo al porto di un bastimento carico di frumento. Il popolo vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte, e per la gran fame non aspettò di macinarlo, ma lo consumò bollito (tradizione che vive ancora oggi).

Sin dal giorno della deposizione del suo corpo nelle catacombe che da lei presero il nome, Lucia venne subito venerata come santa dai siracusani e il suo sepolcro divenne meta di pellegrinaggi.

Nel 1039 il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò il corpo per farne omaggio al suo sovrano, a Costantinopoli. Da lì fu trafugato nel 1204 dai veneziani che conquistarono la capitale bizantina a conclusione della quarta Crociata e fu portato a Venezia come bottino di guerra.

Ancora oggi Santa Lucia è considerata la protettrice della vista e delle giovani vergini in età da marito.

Oltre ad essere venerata in Sicilia, il culto di Santa Lucia è vissuto anche nel Nord-Italia soprattutto a Verona e nella zona di Reggio-Emilia.

In Sicilia il giorno di Santa Lucia viene festeggiato consumando arancini, street food e grano bollito, a Reggio Emilia si mangia il torrone e a Verona e nel Nord-Italia i bambini preparano alla Santa latte e biscotti

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